Grazie al tepore di questo tanto desiderato sole primaverile, anche le vigne di Garganega si stanno risvegliando dolcemente.


Emozioni, sogni e passioni dalla cantina Balestri Valda

PS: Per la cronaca, lo strudel era quello della pasticceria Bacher di Valdaora (Bz); delizioso!
idrogenati, che mi è stata regalata alla cena del Ventennale delle Donne del Vino (associazione nazionale cui faccio parte); l'altra con una marmellata di ciliegie senza saccarosio, non troppo dolce perchè personalmente non amo le marmellate stucchevoli che sanno solamente di zucchero. De gustibus... :-)Perdonate la mia latitanza? Mai come quest'anno questa fiera mi ha totalmente assorbito sin da una settimana prima del suo inizio.
Tanti clienti ed ancor più amici sono arrivati già domenica 30 Marzo per passare a trovarci in cantina ed assaggiare con calma le nuove annate, poi dovevo sbrigare la solita burocrazia, definire via mail gli appuntamenti e infine...fisicamente allestire lo stand.
Tra l'altro, grazie alla perfetta macchina organizzativa dell'ente fiera, mi sono dovuta portare tutto il vino dalla macchina (distanza ca. 1 km) allo stand a mano, con il mio ridicolo carrellino...no comment...per fortuna la mia super mamma non si è tirata indietro:grandiosa!
In ogni caso, siamo arrivati alla fine dei temibili 5 giorni: distrutti, dimagriti (come se ce ne fosse di bisogno in una famiglia di stecchini come la mia...), scombussolati. Ma nel complesso soddisfatti dei contatti fatti.
Ora arriva il bello, cioè concludere concretamente qualche affare... ;-)
Forza allora, al lavoro!!!
Lo so, lo so, ho latitato dal mio povero blog. Ma posso accampare una scusa: sono davvero tante le faccende da sbrigare in vista dell'amato&odiato Vinitaly! ;-)Ad accompagnare le libagioni e rallegrare le nostre arterie, una carrellata di formaggi che comprendeva Monte Veronese stravecchio, Monte Veronese imbriago, Puzzone di Moena, Pecorino stagionato, Mimolette e altre delizie casearie.
A più tardi con il racconto del laboratorio in cui abbiamo "giocato" con l'olio extravergine d'oliva...


Quando Giuseppe è venuto a trovarmi in cantina per una castagnata tra amici ed un bicchiere di Recioto abbiamo persino provato a tagliare a metà una caldarrosta appena tolta dalle braci e farcirla con una cucchiaiata di Choco&Wine...ecco, mi è venuta voglia di fare merenda! Ma dove la trovo io una caldarrosta ora?? ;-)
Ovviamente può diventare un'ingrediente speciale in tante preparazioni. Date un'occhiata a questa bella fragola preparata da Marco Goldin del ristorante "La forma dell'acqua".
Una grossa fragola svuotata e riempita di Choco&Wine, poi richiusa e caramellata, così da sciogliere la crema all'interno. Poi un tocco di menta e una spruzzatina di tabacco biondo Kentucky. Semplice ma efficace.

Per sapere come procacciarvela, scrivete direttamente a Giuseppe. E prendetevela pure con lui se ne diventate dipendenti. ;-)
giuseppetrisciuzzi@gmail.com




Questo piccolo blog senza pretese ha avuto il merito di farmi conoscere tante persone interessanti e appassionate, con storie diverse e provenienze eterogenee.Grazie a tutti per esserci venuti a trovare e grazie anche a chi ha collaborato alla riuscita della giornata!
PS: A proposito di rose, sapevate che la loro presenza in prossimità di un vigneto non ha solo una funzione estetica (innegabile, peraltro: io adoro le rose!)?? Nonostante oggi esistano mezzi più avanzati, le crittogame che attaccano le rose possono comunque essere utili indicatori del rischio che anche le viti si ammalino.
420 g di cioccolato fondente
Cambiano i colori intorno a me
Si tratta di una fiera biennale (alternata al Salone del Gusto) cui in verità non ho mai partecipato, ma che mi incuriosiva provare.
Anche perchè nell'area piemontese ho ampi margini di miglioramento, quanto a vendite! ;-)
Mi troverete al Padiglione 2 Stand F5, presso l'isola delle Donne del Vino (l'associazione che raggruppa produttrici, ristoratrici, sommelier e giornaliste di tutta Italia).
Insieme a me, ovviamente, Soave Classico 2006, Vigneto Sengialta 2006, Lunalonga 2005, Scaligio 2004 e Recioto di Soave 2002.
Sarò in buona compagnia insomma!
Il Salone sarà aperto dal 26 al 29 Ottobre dalle 10 alle 19.
Venerdì, Sabato mattina e Lunedì sarà riservato agli operatori professionali in possesso di un invito operatori, mentre Sabato pomeriggio e Domenica le porte saranno aperte anche a visitatori, appassionati, curiosi e golosi (ricordate che in contemporanea c'è Dolc'è).

Tutti noi abbiamo dei sapori che più di altri hanno il potere di risvegliare i ricordi; cibi legati all'infanzia, ad un momento particolarmente felice, alla compagnia di persone care.

Molti dei miei cibi-feticcio, ad esempio, sono in qualche modo legati all'autunno, una stagione che amo proprio per quella dolce malinconia che porta con sè.
Vi ho già raccontato nel meme della mia passione per le castagne (ieri ne ho fatto una scorpacciata tra l'altro), Questi piccoli frutti, nella loro semplicità, mi riportano istantaneamente alla tenerezza di mia nonna.
Decisamente più insolito vi sembrerà il mio legame con le carrube, che ormai riesco purtroppo a scovare solo in pochi negozi biologici; e per di più a prezzi da gioielleria.
Ho imparato ad apprezzare il loro sapore dolce, ma di una dolcezza naturale, grazie a mia madre; ricordo bene che per incuriosirmi descriveva la carruba come "la cioccolata di quand'era bambina" e di solito me ne comperava un sacchettino dagli ambulanti in occasione del ponte dei morti. Le vendevano infatti nei pressi dei cimiteri, insieme alle immancabili caldarroste.
Sempre a quel periodo risale la nascita di un altro sapore-cult: la patata dolce (batata o patata americana). Mia nonna la lessava a lungo, la sbucciava e a merenda me la tagliava a fettine, a volte spolverandola di cannella macinata.
Ah, che nostalgia.
foto comune di Soave
Anche nella nostra cantina saranno ovviamente i benvenuti per una sosta dalla frenesia cioccolatifera.
Non molti si spingeranno fin quassù sulle colline, probabilmente...ma per i pochi che avranno l'ardire di abbandonare l'estasi calorica il premio sarà ugualmente dolce.
Comincia per "Rec" e finisce con "oto"...

Ecco un particolare delle famose "rece" di Garganega che abbiamo messo ad appassire circa un mese fa. Grazie al clima asciutto, gli acini si stanno dolcemente seccando (vedete come sono "rugosi"?) e non c'è ombra di marciume o muffe.
Certo il cammino è ancora lungo: nel nostro caso la pigiatura non avverrà prima della primavera!
Qui sotto trovate invece l'immagine di un intero grappolo.
L'ho rubato da una cassettina per mostrarvelo in tutta la sua bellezza: sano e bello spargolo, ovvero con gli acini non troppo uniti gli uni agli altri.
Purtroppo la foto non rende questo dettaglio, ma vi posso assicurare che è anche dolcissimo...ovviamente lo assaggio solo perchè qualcuno deve pur fare il controllo qualità, no?!? ;-)
Le mie zucche ornamentali (non commestibili però!)
puntini neri della vaniglia naturale), ma anche melone, pesca, amarena, yogurt!
E come non amare le caldarroste?! D'autunno è così appagante fare qualche caldarrosta da sgranocchiare dopo cena, con un goccino di vino e un bel libro...
foto www.comunesoave.it
Il filone è stato quello di unire idealmente la cultura nipponica al nostro territorio e in primis alla nostra tradizione enologica; il momento di poesia, musica e danza è stato così suggellato dal tintinnare dei calici di vino Soave.
La delicata ambasciatrice di questo affascinante mondo è stata Ayami Cecilia Matsuyuki, soprano e ballerina di teatro Kabuki, che ha cantato per noi poesie musicate di Akiko Yosano, Tatsuji Miyoshi, Kotaroh Takamura, Hakushu Kitahara, Rentaroh Taki e altri ancora.
Dal repertorio del Teatro Kabuki Ayami ha poi danzato un pezzo femminile ed uno maschile, incantandomi con quest’arte così lontana dalla nostra idea di balletto, eppure tanto affascinante.
Peccato solamente che, almeno “in provincia”, non sia semplice approfondire la conoscenza di questo particolarissimo teatro; mi ha talmente incuriosito che vi invito a segnalarmi gentilmente eventuali spettacoli di cui veniste a conoscenza!


Ancora una volta, Sale&Pepe docet:
Bis di antipastini golosi
Per i crostini: tostate leggermente le fette di pane, distribuitevi sopra i pomodori secchi sgocciolati, la mozzarella tagliata a bastoncino, i filetti d'acciuga scolati e un pizzico di peperoncino. Condite ciascun crostino con un filo di olio di conservazione dei pomodori, salate poco e passateli sotto il grill per circa un minuto finché la mozzarella inizia a filare.
Per i muffins: scolate e tamponate con carta assorbente 10 pomodori secchi, tagliateli a dadini, metteteli in una ciotola, unite la farina, il lievito , l'uovo, il latte, un cucchiaio di olio, il grana, le erbe aromatiche tritate, un pizzico di sale e mescolate bene; versate il composto in 12 stampini da muffins del diametro di 4,5 cm, leggermente unti di olio e cuoceteli in forno caldo a 180° per circa 15 minuti. Serviteli tiepidi, decorati con una fettina di avocado e un pezzetto dei pomodori secchi rimasti.