
- 2 uova
- 2 dl di latte freddo
- cannella
La colazione del campione è servita.
Emozioni, sogni e passioni dalla cantina Balestri Valda



Non lontano dal mio hotel, ho scovato un curioso mercato coperto, in cui avrei letteralmente saccheggiato ogni banco; pesce freschissimo, tra cui l'immancabile salmone preparato in svariate fogge, dolci speziati, fiori...un paradiso di profumi e sapori.

Infine, Oslo. Che francamente mi ha sorpreso per la scarsa pulizia, il disordine, la quantità di personaggi dubbi che mi hanno fatto sentire a disagio e di sera perfino insicura. La mia immagine di Norvegia era distante anni luce da ciò che ho trovato.
Tuttavia, meritano una nota ampiamente positiva il fiordo, con le celebri casette colorate ed il porto, in cui si concentra la movida, brulicante di gente ad ogni ora del giorno.


Sono davvero contenta di annunciare l'imminente inaugurazione della mostra "Tauromaquia", che porterà l'arte immortale di Picasso all'interno delle nostre mura medievali. Non male per un paesino di provincia eh?! ;-)
Visto che le mie piante di ciliegio quest'anno sono state particolarmente generose, mi ritrovo tonnellate di frutta da trasformare in torte, gelati, conserve e tutto ciò che la ciliegia consente. Se, come prevedono, il weekend sarà piovoso, mi cimenterò pure in una marmellata!
Nel frattempo, ecco la ricetta del clafoutis che ho preparato ieri sera (era ormai notte, a dirla tutta). La preparazione è velocissima, fatta eccezione per la necessaria operazione di snocciolare le ciliegie.
Gli ingredienti:
500 g di ciliegie
40 g di farina
20 g di mandorle in polvere + una manciata di mandorle a lamelle
2 uova
90 g di zucchero
2,5 dl di latte
zucchero a velo
burro, sale
Si sbattono le uova con lo zucchero e si incorpora la farina setacciata, le mandorle in polvere ed un pizzico di sale.
Si aggiunge a filo il latte, continuando a sbattere il composto finché sarà del tutto omogeneo.
Poi arriva il passaggio noioso: bisogna snocciolare le ciliegie e tagliarle a pezzettoni sul fondo di un recipiente da forno. Non resta quindi che aggiungere la pastella, cospargendo la superficie con altre mandorle a lamelle.
Infine si cuoce in forno già caldo a 180° per 35 minuti circa. Potete servirlo tiepido o freddo, con una spolverata di zucchero a velo (sempre che non lo finiate a cucchiaiate). ;-)

"Cartolina" di Soave dalla cantina, alle ore 8 di Domenica 25 Maggio: nessuna nube all'orizzonte!
Anche quest'anno Cantine Aperte mi ha dato buone soddisfazioni, sia per quantità di persone (quasi 500!) che per qualità; è sempre un piacere incontrare gente appassionata, che viene a scoprire realtà decisamente di nicchia come la nostra. Significa che c'è ancora chi non beve solo "con l'etichetta", ma con il proprio gusto e il proprio cervello.





Stamattina il castello medievale sembrava parte della dolcezza della collina.

PS: Per la cronaca, lo strudel era quello della pasticceria Bacher di Valdaora (Bz); delizioso!
idrogenati, che mi è stata regalata alla cena del Ventennale delle Donne del Vino (associazione nazionale cui faccio parte); l'altra con una marmellata di ciliegie senza saccarosio, non troppo dolce perchè personalmente non amo le marmellate stucchevoli che sanno solamente di zucchero. De gustibus... :-)Perdonate la mia latitanza? Mai come quest'anno questa fiera mi ha totalmente assorbito sin da una settimana prima del suo inizio.
Tanti clienti ed ancor più amici sono arrivati già domenica 30 Marzo per passare a trovarci in cantina ed assaggiare con calma le nuove annate, poi dovevo sbrigare la solita burocrazia, definire via mail gli appuntamenti e infine...fisicamente allestire lo stand.
Tra l'altro, grazie alla perfetta macchina organizzativa dell'ente fiera, mi sono dovuta portare tutto il vino dalla macchina (distanza ca. 1 km) allo stand a mano, con il mio ridicolo carrellino...no comment...per fortuna la mia super mamma non si è tirata indietro:grandiosa!
In ogni caso, siamo arrivati alla fine dei temibili 5 giorni: distrutti, dimagriti (come se ce ne fosse di bisogno in una famiglia di stecchini come la mia...), scombussolati. Ma nel complesso soddisfatti dei contatti fatti.
Ora arriva il bello, cioè concludere concretamente qualche affare... ;-)
Forza allora, al lavoro!!!
Lo so, lo so, ho latitato dal mio povero blog. Ma posso accampare una scusa: sono davvero tante le faccende da sbrigare in vista dell'amato&odiato Vinitaly! ;-)Ad accompagnare le libagioni e rallegrare le nostre arterie, una carrellata di formaggi che comprendeva Monte Veronese stravecchio, Monte Veronese imbriago, Puzzone di Moena, Pecorino stagionato, Mimolette e altre delizie casearie.
A più tardi con il racconto del laboratorio in cui abbiamo "giocato" con l'olio extravergine d'oliva...


Quando Giuseppe è venuto a trovarmi in cantina per una castagnata tra amici ed un bicchiere di Recioto abbiamo persino provato a tagliare a metà una caldarrosta appena tolta dalle braci e farcirla con una cucchiaiata di Choco&Wine...ecco, mi è venuta voglia di fare merenda! Ma dove la trovo io una caldarrosta ora?? ;-)
Ovviamente può diventare un'ingrediente speciale in tante preparazioni. Date un'occhiata a questa bella fragola preparata da Marco Goldin del ristorante "La forma dell'acqua".
Una grossa fragola svuotata e riempita di Choco&Wine, poi richiusa e caramellata, così da sciogliere la crema all'interno. Poi un tocco di menta e una spruzzatina di tabacco biondo Kentucky. Semplice ma efficace.

Per sapere come procacciarvela, scrivete direttamente a Giuseppe. E prendetevela pure con lui se ne diventate dipendenti. ;-)
giuseppetrisciuzzi@gmail.com




Questo piccolo blog senza pretese ha avuto il merito di farmi conoscere tante persone interessanti e appassionate, con storie diverse e provenienze eterogenee.Grazie a tutti per esserci venuti a trovare e grazie anche a chi ha collaborato alla riuscita della giornata!
PS: A proposito di rose, sapevate che la loro presenza in prossimità di un vigneto non ha solo una funzione estetica (innegabile, peraltro: io adoro le rose!)?? Nonostante oggi esistano mezzi più avanzati, le crittogame che attaccano le rose possono comunque essere utili indicatori del rischio che anche le viti si ammalino.
420 g di cioccolato fondente